it en fr es
flash

L'enigma Maria Valtorta

L’Opera di Maria Valtorta non era ancora stampata quando alcune personalità della cultura laica ed ecclesiastica la lessero sulle copie dattiloscritte e rilasciarono (correva l’anno 1952) i loro attestati, che abbiamo riportato nel libro intitolato Pro e contro Maria Valtorta.
Avevano scoperto nell’Opera non solo l’alto valore spirituale e dottrinale, che è l’elemento ispiratore di ogni scritto destinato al bene delle anime, ma anche la fondatezza scientifica in materia, per esempio, di esegesi biblica, di rimandi storici, di usi e costumi, di siti topografici e archeologici, di temi filosofici, di intuizioni psicologiche e perfino di perizia medica. Notavano la sproporzione con i modesti studi fatti dalla scrittrice, la cui indubbia elevatura o sensibilità culturale poteva giustificare solo il pregio linguistico dell’Opera, riflettente più di un genere letterario. Perciò qualcuno arrivava a concludere: o è un genio quasi innaturale, o vi è il dito di Dio.
Dopo alcuni anni l’Opera, finalmente pubblicata, cominciava ad andare alle anime semplici, che si dissetavano alla sua sapienza senza prestare attenzione alla scienza. Ma questa non sfuggiva ai lettori più colti e non prevenuti, di modo che ogni tanto, nel corso della ormai cinquantennale divulgazione dell’Opera, altri esponenti del mondo culturale, la cui notorietà è ancora viva, hanno espresso una certa meraviglia. Le loro attestazioni sono riportate, come le prime, nel nostro libro Pro e contro Maria Valtorta, il cui titolo denuncia la presenza anche di posizioni contrarie, per non dire astiose: quest’ultime, registrate per onestà, si mostrano fondate più su espedienti da pregiudizio che su argomenti.
Stiamo ricordando tutto ciò per introdurre l’articolo L’enigma Maria Valtorta. È di un lettore francese, dotato di vasta cultura, il quale si era rifiutato di leggere l’Opera della Valtorta, poi ha cominciato a scorrerla con diffidenza e infine l’ha letta e fatta oggetto di uno studio meticoloso per quanto riguarda la parte descrittiva. Egli è arrivato a raccogliere e catalogare migliaia di dati, proponendosi di vagliarli con approfondite ricerche, che puntualmente confermano la loro sorprendente veridicità. Potrà venirne un bel volume per delizia degli studiosi. Qui possiamo offrirne solo un piccolo saggio.

L'ENIGMA MARIA VALTORTA
di Jean-François Lavère

Più di sessant’anni fa, immobilizzata nel suo letto da un’infermità cronica, Maria Valtorta scrisse di proprio pugno, in appena quattro anni, migliaia di pagine manoscritte che sono già diffuse in più di venti lingue.
Trattandosi di una “Vita di Gesù”, quest’opera non lascia nessuno indifferente e suscita sempre appassionate reazioni. L’opera è così eccezionale che merita di essere annoverata tra i capolavori della letteratura universale. Offre la materia per una inesauribile enciclopedia della vita di Gesù. Infatti quest’opera non solo integra la totalità dei quattro Vangeli, ma ne ricostruisce tutto il contesto socioculturale.
Quelli che conoscono l’opera classica Gesù nel suo tempo sono sorpresi, leggendo Maria Valtorta, nel constatare che la realizzazione del disegno di Henri Daniel-Rops vi è di gran lunga superata. Maria Valtorta mostra una tale capacità nel far rivivere i personaggi e gli avvenimenti che molti la paragonano al genio di uno Shakespeare. Questo si nota soprattutto nel realismo psicologico riguardante innumerevoli personaggi: agendo ognuno, per tutta l’opera, secondo l’età, il sesso, la professione, la sua situazione familiare e sociale, la sua formazione, le sue attitudini…
I più grandi autori si sforzano di raggiungere questo scopo, ma tutt’al più non vi pervengono che per il personaggio che rappresenta sé stessi e per qualcuno vicino. È così che l’eroe del romanzo David Copperfield rappresenta di fatto l’autore Charles Dickens, così come Tom Sawyer ci restituisce interamente l’infanzia di Mark Twain.
Inoltre, la successione degli avvenimenti riportati da Maria Valtorta trova molto naturalmente il suo posto nel quadro storico del primo secolo. Lo storico Elian Cuvillier, rendendosi conto che venti secoli di ricerche incessanti sulla cronologia della vita di Gesù sono apparsi poco fruttuosi, scrisse: “Lo storico ormai sa che è impossibile ricostruire con precisione la vita di Gesù nel dettaglio… Quanto a collocare questa o quella parola nel quadro della sua esistenza terrena, ciò è definitivamente impossibile”. Il lettore della vita di Gesù di Maria Valtorta ha la folgorante impressione di una cronologia coerente, completa e senza eguali: il puzzle è completato! È un miraggio?
Per quanto concerne i testi sacri Maria Valtorta ne manifesta una conoscenza così approfondita che l’eminente biblista Gabriele Allegra (autore della prima traduzione integrale della Bibbia in cinese) si confessò stupefatto per “la sua sorprendente cultura scritturistica”, lei che “si serviva di una semplice versione popolare della Bibbia” (relazione scritta a Macao nel giugno 1970).
Quanto alla geografia, per fissare le carte della Palestina ai tempi di Gesù gli eruditi (e specialmente i ricercatori ebrei) hanno dovuto consultare un cumulo di documenti tra i quali il Talmud, Giuseppe Flavio, le iscrizioni, le tradizioni, fonti archeologiche, ecc. Maria Valtorta nomina centinaia di luoghi e descrive con esattezza e forza dettagli di panorami, strade, corsi d’acqua, rilievi, monumenti, pur non disponendo praticamente di alcuna documentazione specializzata.
Il più sorprendente è che Maria Valtorta, pur avendo una viva intelligenza ed una eccellente memoria, non aveva neppure terminato i suoi studi secondari.