Argomenti correlati
Mancata introduzione della causa di beatificazione
L’editore delle opere di ...
i PAPI delle vicende valtortiane
PIO XII
(1939-1958)
Posizione della Chiesa
L’Opera di Maria Valtorta non aggiunge nulla alla Rivelazione e non è il quinto Vangelo, ma completa e illustra, nella forma di una rivelazione privata, la narrazione dei quattro Vangeli. Essa circolava solo in copie dattiloscritte quando il papa Pio XII la lesse e poi consigliò — in una udienza privata del 26 febbraio 1948 — di pubblicarla “così come sta”, disapprovando il testo di una prefazione che avrebbe potuto condizionare il pensiero del lettore. Malgrado l’assenso (ufficioso e privato) del Papa e i consensi (scritti e firmati) di personalità ecclesiastiche e laiche tra le più note di quel tempo, il Sant’Uffizio cominciò ad osteggiare la pubblicazione dell’Opera, fino a mettere all’Indice la sua prima edizione con decreto del 16 dicembre 1959. Un articolo apparso su L’Osservatore Romano del 6 gennaio 1960 spiegava i motivi della condanna, che aveva un carattere disciplinare e non di censura. L’Indice dei libri proibiti fu poi soppresso, ma una “nota” vaticana del 1966, relativa all’Opera valtortiana, precisava che esso aveva conservato il suo valore morale pur essendo decaduto come legge ecclesiastica. Il card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex-Sant’Uffizio), in una lettera del 31 gennaio 1985 al card. Siri, arcivescovo di Genova, dichiarava che l’Opera fu condannata “al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti”. Pertanto, pur senza chiarire di quali danni si trattasse, egli svelava che il Sant’Uffizio volle proibire la lettura dell’Opera non a tutti i cattolici, ma solo ai più sprovveduti (a quelli, ovviamente, che potevano essere considerati tali nel 1959, anno della condanna). Infine, in una lettera del 6 maggio 1992 all’editore Emilio Pisani, mons. Dionigi Tettamanzi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, faceva capire che la lettura dell’Opera (senza alcuna correzione) è permessa a tutti i cattolici (senza alcuna distinzione), alla sola condizione che questi non la ritengano di origine soprannaturale. Pertanto, tutti possono leggere l’Opera di Maria Valtorta “così come sta”. I lettori cattolici, però, non devono credere che essa è rivelata fino a quando non lo dirà l’autorità ecclesiastica.

© by Centro Editoriale Valtortiano srl. - Tutti i diritti riservati



