l-opera-di-maria-valtorta-nelle-sceneggiature

L’Opera di Maria Valtorta nelle sceneggiature

L’idea che dall’Opera di Maria Valtorta si sarebbe potuto ricavare un film balenava già nella mente di coloro, laici e religiosi, che la conoscevano attraverso le copie dattiloscritte e nel 1948 stavano per costituire una casa editrice (mai più realizzata) che potesse pubblicarla. L’Opera era ancora inedita e si doveva stamparla per renderla accessibile al pubblico dei lettori, poiché era stata data per essere letta in originale, non per essere adattata in riduzioni letterarie e in rappresentazioni sceniche.

Maria Valtorta non voleva che della sua Opera si facesse un film. Si può ritenere che lei fosse contraria per più ragioni, ma il motivo dichiarato era il presupposto che nessun attore avrebbe potuto impersonare Gesù e nessuna attrice avrebbe potuto impersonare Maria Santissima. Certamente Maria Valtorta alludeva non semplicemente all’aspetto fisico delle due Persone, ma all’aspetto sovrumano che illuminava tutta la loro fisicità (gesti, voce, sguardo) come a lei si rivelava.

La proposta di fare dell’Opera un film, o altro genere di sceneggiatura, si ripresenta da più parti al giorno d’oggi, quando da oltre sessant’anni l’Opera si diffonde stampata ad uso dei lettori. Il CEV (Centro Editoriale Valtortiano) ne ha già pubblicato degli estratti su temi specifici, che rimandano il lettore alla pubblicazione integrale dell’Opera. Uguale riferimento si potrà (e si dovrà) fare in ogni probabile sceneggiatura, per la quale, però, vale sempre la riserva di Maria Valtorta a riguardo delle due Persone divine.

Fare de L’Evangelo come mi è stato rivelato un film può essere un’impresa incoraggiata dal testo valtortiano, che ha già la struttura di un copione da recitare, ma è sempre un’impresa colossale, per la quale si prospetta un esito simile a quello del film sulla Sacra Bibbia, ridotto alla storia di Mosè. Di più facile attuazione, ed anche di maggiore efficacia, sarebbe invece il progetto di portare sulla scena quei personaggi che nell’Opera hanno la loro storia. Si può scegliere non solo tra i nomi noti, come Maria di Magdala, ma anche tra gli sconosciuti, come Giovanni di Endor e Sintica, che non figurano nei Vangeli, oppure uno degli apostoli che nei Vangeli sono soltanto menzionati, come Simone lo Zelote, il primo di sangue misto, dalla vita trascorsa come perseguitato politico, e Andrea, silenzioso e insospettabile conquistatore di anime.

Nella vicenda esperienziale di coloro, oltre agli apostoli, che nell’Evangelo valtortiano vivono il loro incontro con Gesù e Maria, sono già rappresentate le due Persone divine, che potrebbero comparire sulla scena rendendo quasi evanescente la loro fisicità. Maria Valtorta forse approverebbe.

Emilio Pisani

Foto di MasterTux da Pixabay

1

Related Post

Leave A Comment

Name

Website

Comment